Cosa c’entrano i Capodogli?

Due amici d’infanzia che si erano persi di vista, s’incontrano per caso tra le corsie di un ipermercato. Mentre uno sta per fare il grande passo ed è tutto concentrato sul “mettere su casa” con la fidanzata, l’altro è ancora un giocherellone che non si vuole assumere grandi responsabilità. Così, se per il primo comprare nuovi oggetti è origine di ansia e sensi di colpa, per il secondo è motivo di inconsapevole gratificazione. Attraverso il filo dei ricordi, con toni ora comici, ora drammatici, riaffiorano antichi rancori e l’incontro diventa un confronto. Chi dei due ha uno stile di vita adulto, coerente ed eco-sostenibile? Chi può dirsi immune dal consumismo? Tra surreali accuse reciproche e riflessioni sul mondo che li circonda, emergono le contraddizioni dell’uomo contemporaneo, talvolta impotente talvolta incosciente di fronte ai grandi temi ambientali.  Dove buttiamo il frigo vecchio per fare spazio a quello nuovo? Qual è l’acqua più fresca del mondo, quella minerale in bottiglia o quella del rubinetto? E cosa c’entrano i capodogli in tutto questo?

Linguaggio e poetica Siamo consapevoli che ci attenda una sfida ambientale? Le drammatiche notizie sui disastri ambientali generano spesso un senso d’impotenza nelle persone, frenando così le ambizioni di “poter fare qualcosa”. Lo spettacolo, al contrario, non trova il suo punto di forza nel possibile senso di colpa che potrebbe attivarsi nello spettatore ma nella consapevolezza che tanti piccoli gesti di ecologia quotidiana potranno fare la differenza per le sorti del nostro pianeta. Non vogliamo armare lo spettatore di disperazione, al contrario vogliamo armarlo di consapevolezza e voglia di cambiamento. Non è vero che le grandi scelte sono compiute solo dalle multinazionali, le grandi e piccole scelte sono compiute anche e soprattutto da noi quando “non accettiamo un’ennesima borsa di plastica”, quando decidiamo di andare a piedi per compiere un breve tragitto, quando apriamo il rubinetto dell’acqua di casa nostra in modo consapevole. Non offriamo soluzioni, ma vorremmo che ognuno sentisse la possibilità di cambiare alcune abitudini dannose senza sentirne il peso. Come suggerisce il giornalista scientifico Roberto Rizzo, senza essere superman possiamo compiere dei gesti di ecologia quotidiana, contribuendo così a costruire un mondo diverso, in cui si rispettino le preziose risorse energetiche che la natura ci mette a disposizione. Una sfida, sicuramente, da affrontare con “creatività”, ognuno a modo suo e con i mezzi che ha a disposizione.

Temi trattati Lo spettacolo non ha l’intento di fare lezione, non tratta i temi legati all’eco sostenibilità in modo troppo logico, ma vuole emozionare con suggestioni, attivando il cervello in modo creativo, portando lo spettatore a riflettere sull’importanza delle sue scelte quotidiane. L’Italia è uno dei paesi che consuma più acqua in bottiglia pro capite: l’acqua in bottiglia è davvero migliore e più controllata di quella che esce dal rubinetto? L’acqua del rubinetto è potabile? Quanto inquina l’acqua in bottiglia prima di arrivare sulle nostre tavole? Perché utilizziamo le borse di plastica, alimentando una cultura dell’usa e getta? Quanto impiega una borsa di plastica a decomporsi? La nostra casa è popolata da ospiti silenziosi, gli elettrodomestici, che, di giorno e di notte, ininterrottamente, incrementano i nostri consumi energici; ne siamo consapevoli? Compriamo ciò di cui abbiamo bisogno o tendiamo a riempire le case di oggetti perché siamo tentati dalle super offerte tre per due? Come smaltiremo tutti gli oggetti inutili? Che inquinamento produce l’uso del cellulare e che cosa c’entra con le api? Perché le nostre coste negli ultimi anni sono interessate dallo spiaggiamento di numerosi capodogli? E’ vero che nell’oceano Pacifico si è formata un’isola, denominata “Pacific plastic vortex”, che conterrebbe fino a 3 milioni di tonnellate di plastica? Lo sapevamo che in alcuni campioni d’acqua la concentrazione di plastica supera di 6 volte quella dello zooplancton, il principale alimento di molte specie marine? Incredibile a dirsi ma il frigo di casa nostra è uno dei luoghi più esotici che abbiamo sperimentato: perché?

Fonti utilizzate Il progetto si avvale della consulenza scientifica di Gianni Pavan, presidente del CIBRA, e Roberto Palazzolo, direttore Tecnico di ENVIRO S.r.l. e del Gruppo SAIF dal 2005, membro del consiglio di amministrazione di SRF ENERGY S.r.l. project. Il CIBRA – Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali è uno dei più importanti centri di ricerca al mondo sullo studio dei suoni dei cetacei a grandi profondità subacquee. Gianni Pavan ci ha fornito le registrazioni dei suoni dei capodogli e altre sonorità marine che ci aiutano a ricostruire il mondo subacqueo dei capodogli.

testo, adattamento drammaturgico e regia
Anna Rita Pizzioli e Damiano Scarpa
Alcantara Teatro

con Francesco Tonti e Alex Gabellini
autori Mara Persegona, Francesco Tonti e Alex Gabellini
Musiche originali Marco Mantovani
disegno luci e scenografia Nevio Cavina e Keiko Shiraishi
consulenza scientifica Gianni Pavan – CIBRA Università di Pavia, Roberto Palazzolo
produzione: Mara Persegona e Compagnia dei Ciarlatani

Età consigliata: 8-14 anni

logocapodogli

La fretta è un po’ come avere sempre un sacco di rumore nella testa,

e in mezzo a tutto questo rumore non riesci più a sentire niente…

mentre dopo un po’ di silenzio, riusciamo a sentire anche la nota più piccola…

E magari, è proprio quella la nota più bella.